I miti del krav maga

Elenco non esaustivo delle leggende più improbabili e divertenti (si fa per dire) che ho sentito sul krav maga.

1-      In 12 lezioni saprai difenderti

Ognuno apprende e migliora in un modo completamente diverso da un altro. Mediamente in un mese e mezzo di pratica, per quanto veloce sia l’apprendimento del krav maga, dubito che si possa passare dal non saper tirare un colpo a diventare una macchina da guerra.

Bisogna anche considerare che, gesto tecnico a parte, la capacità di difendersi è si innata nell’uomo ma “sviluppata” in modo diverso. Fronteggiare l’aspetto psicologico di un’aggressione non è una capacità che si acquisisce in modo così facile e rapido. Diffidate da chi vi promette corsi intensivi e risultati sorprendenti dietro pagamento di denaro.

 

2-      Puoi prendere lezioni on line

Lezioni on line? Forse non capisco le potenzialità che la tecnologia ti offre. Una volta si diceva :“il dolore è indispensabile per imparare” ed era veramente dolore! Tanto da dover “combattere” non solo col compagno in palestra o con l’avversario durante le gare. La lotta era anche con genitori, fidanzate e mogli per i continui incitamenti a lasciar stare queste attività tanto violente, per dedicarsi a qualcosa di più pacifico…tipo l’uncinetto.
Invece oggi bastano linea veloce, RAM e spazio sufficiente nell’hard disk (nel caso basta eliminare i filmati della prima comunione del cugino, per far spazio alle gomitate in testa). Come cambiano i tempi.

 

3-      Diventi istruttore in un fine settimana

Come no? Paghi una università, ottieni la laurea in medicina e chirurgia in due mesi… e il giorno dopo ti trovi in sala operatoria a fare come i medici di E.R. o come il dott. House di turno.
Non so se è peggio “saprai difenderti in 12 lezioni” o “istruttore in un fine settimana con 96 ore di pratica”. Ma poi come fanno a fare in un fine settimana 96 ore di pratica? Mattina e pomeriggio?? … come dite? E’ possibile che un individuo ti possa operare con una laurea presa on line o anche senza?? E’ successo??? Ah beh allora… 

 

4-      La pratica del krav maga non richiede protezioni e si lavora con contatto pieno… perchè in strada mica sei protetto?!

Si, infatti, per questioni tecniche gli allenamenti si fanno una volta ogni 3 mesi e c’è un grande numero di persone che abbandonano e grande ricambio degli istruttori. Forse è per questo che diventi istruttore in un fine settimana e prendi lezioni on line.

Senza contare che se è vero il detto: “no groin no krav maga” (no palle no krav maga), il krav maga è la prima causa di infertilità maschile e crescita zero. Insomma una rottura di palle…

5-      Ti insegnamo a difenderti contro le  armi

Mio cugino mi ha detto che il suo istruttore di krav maga ha abbattuto a mani nude un F35 che lo aveva provocato. Questo è forse il tasto più dolente di tutta la questione.

Molto spesso per questioni di marketing si tramette la falsa idea che, seguendo un corso di krav maga, un uomo a mani nude riesca a difendersi con relativa semplicità contro bastoni, coltelli, pistole etc.etc.

Premesso che anche il sottoscritto nel programma di allenamento ha inserito una parte di queste tecniche, nel krav maga è meglio parlare di “tentativo” di difesa che di vera e propria “tecnica” di difesa. Sembra una mera definizione o sofisma ma non è cosi.

Se pensiamo alla totale differenza tra quando si fa sparring e, quando invece si prova la tecnica forse tutto diventa più chiaro:

quando si fa sparring con un compagno che non “collabora”, non sarete mai in grado di schivare o parare tutti i colpi diretti verso di voi. Anche inavvertitamente qualcuno “entra”. Bene immaginate di fare la stessa cosa contro un aggressore armato di coltello e che, al posto del colpo leggero all’addome riceviate una coltellata. Ritengo che tutto sia molto differente.
In altre parole se la situazione è veramente disperata, tra il tentare una difesa e il restare in balia dell’aggressore è sempre meglio tentare una difesa, magari utilizzando una strategia studiata. Questo è totalmente diverso dal dare una falsa sicurezza di poter reagire agevolmente e senza riportare danni contro un aggressore armato.

Alberto Bertino

Sei oggetti utili per la difesa personale di cui non sospetteresti mai l’efficacia

Le armi improvvisate

Una parte poco allenata ma molto importante della difesa personale è quella relativa alle cosiddette armi improvvisate. Vuoi perché si attribuisce più enfasi al combattimento fisico, in virtù dei benefici che si ottengono. Vuoi per la difficoltà a reperire oggetti di allenamento che “somigliano” a armi improvvisate, senza però produrne gli effetti lesivi. L’allenamento è per la maggior parte rivolto al combattimento disarmato o con armi classiche.
Tuttavia in caso di aggressione reale l’uso di un comune oggetto come arma può fare la differenza. Un oggetto contundente potrà tranquillamente azzerare differenze fisiche enormi.20160629_171329-1
Sotto riportiamo una serie di oggetti che con opportuni accorgimenti possono essere usati come armi a corta distanza in caso di aggressione. Oltre a quelli sotto riportati esistono altri comuni attrezzi che sapientemente usati possono rivelarsi molto utili ed efficaci in caso di difesa da aggressione.
Precisiamo che il nostro intento è solo esplicativo/accademico, per cui decliniamo ogni responsabilità sull’uso scorretto delle seguenti informazioni sotto.

Lacca spray

Molto più economica, funzionale e “nascosta” del famosissimo spray al peperoncino. Se ne trovano di diverse dimensioni, adattabili alle comuni borse. Una spruzzata sul viso dell’aggressore seguita da un calcio o un altro attacco per ottenere il vantaggio della fuga, si è spesso rivelata una strategia vincente.

Monetine

Oltre al classico utilizzo in macchinette per il caffè e merendine varie, monetine piccole o grandi potrebbero essere utili strumenti in caso di aggressione. Ad esempio, chi ha visto il film Il giustiziere della notte? In questa pellicola c’è un esempio calzante delle monetine come arma improvvisata. Il protagonista, infatti, usa un calzino pieno di monetine per colpire un gruppo di teppisti che lo stavano aggredendo. Si possono usare anche come oggetti proiettile sul viso dell’aggressore per distrarlo prima di sferrare un calcio e scappare.

Un uso inconsueto ma auspicabile sarebbe anche quello di liberarvi di grandi quantità monete da uno o due euro regalandole al sottoscritto, si accettano anche bonifici…

Chiavi/penna

Colpire con la punta di una chiave o penna il braccio dell’aggressore che ci tiene bloccati nella sua presa, risulta molto più efficace e veloce di qualunque tecnica di liberazione studiata. Utilizzare la punta di una chiave per colpire aumenta tantissimo l’effetto contundente di un qualsiasi colpo di mano, senza il rischio di possibili danni all’arto che sferra il colpo.

Ombrello

Un ombrello è un oggetto molto utile per la proprya protezione…soprattutto dalle piogge. Oltre l’uso canonico, esso potrà essere usato come un bastone per parare un attacco da coltello e/o tenere a distanza uno o più aggressori.

Zaino/borsa

Uno zaino/borsa si presta bene come scudo contro eventuali attacchi di coltello/bastone ed è altrettanto efficace come arma per aumentare l’efficacia dei colpi.

Pettine/spazzola rigida

Oggetto quasi immancabile dentro una borsa femminile. Si sfrutta l’azione tagliente dei denti rigidi del pettine. Essi “strisciati” sulla pelle di un aggressore sono capaci di produrre lacerazioni di media entità, utili per ottenere quel tanto sospirato vantaggio per mettersi in salvo.

Con un po’ di fantasia (o istinto di sopravvivenza) ogni oggetto potrà risultare utile per la difesa personale…sottolineo “difesa”.

Alberto Bertino

Perchè lo sparring è importante per il krav maga

Da qualche di tempo leggo in giro di istruttori che precisano nei loro volantini pubblicitari che il krav maga non necessiti di sparring o eccessivo contatto.
Non mi interessa e non ho intenzione di criticare il metodo di insegnamento di un altro. Ognuno trasmette la propria idea come vuole nel rispetto delle idee altrui. Vorrei però porre l’attenzione sul motivo per cui per noi, invece, lo sparring in allenamento è essenziale.

Precisiamo che lo sparring in palestra o in una competizione sportiva non sono un combattimento reale. Tuttavia crediamo che non ci sia metodo migliore per imparare a combattere.

La scelta di limitare le sessioni di sparring negli allenamenti è di natura commerciale. Se un allievo si scoraggia dopo aver preso qualche colpo, non è detto che il prossimo mese rinnovi l’abbonamento. Meglio lasciarlo dentro il suo guscio di illusioni, no?

Premesso questo, ecco cinque motivi per cui lo sparring è indispensabile:

  1. Provi le tecniche con il compagno “non collaborativo”

Molti si chiedono “perché quando combatto (faccio sparring) non riescono le tecniche se ci provo?”.
scoperta tanto scontata quanto sorprendente. Farsi una domanda e darsi la risposta…

  1. Sperimenti l’effetto dell’adrenalina e impari a gestirla

Il confronto libero con il compagno che ti colpisce, provoca il famoso effetto combatti o fuggi. Inoltre stimola la produzione di adrenalina. Facendo sparring pertanto impari a gestire l’effetto dell’adrenalina e a usarla in caso di scontro reale.

  1. È un esercizio funzionale al combattimento

Quale migliore modo per imparare a combattere che simulare un combattimento???

  1. È un ottimo esercizio aerobico/anaerobico

Il consumo calorico medio per la simulazione di un combattimento, in tutte le sue forme è di circa 700 Kcal/h. Un bel risultato se paragonato con altre attività e considerando lo spazio necessario che è minimo.

  1. Impari a muoverti realmente

Per quanto il tuo istruttore di possa mostrare i dettagli, ti spieghi come, dove e perché fare un determinato movimento, se non lo acquisisci da solo resterà sempre e solo teoria.

Per riassumere, fare sparring porta lo studente a “sbrigarsela da soli”. Insegna a gestire stress, paura, a capire i movimenti e progredire.

Insegnare un sistema di combattimento senza sparring, equivale per noi a insegnare il nuoto mostrando a bordo vasca come si fanno due bracciate.

Alberto Bertino

10 motivi per affiliarsi ad Etna Defense System

  1. Perché avrai la possibilità di partecipare gratuitamente agli eventi della Etna Defense System quali escursioni,  stage e gare sociali.
  2. Perché avrai idonea copertura assicurativa per gli eventi organizzati dalla Etna Defense System.
  3. Perché potrai contribuire alla crescita dell’organizzazione portando magari la tua esperienza passata.
  4. Perché potrai partecipare a diverse competizioni di submissioned MMA se sei interessato agli sport da combattimento.
  5. Perché farai parte di un gruppo che da anni si pone come scopo la diffusione delle discipline da combattimento e outdoor, in un clima di amicizia ma anche di sicurezza.
  6. Perché non “vendiamo” titoli ma offriamo la nostra professionalità a chi vuole imparare.
  7. Perché i nostri istruttori non hanno diplomi con valore “associazionistico” ma le qualifiche vengono rilasciate dall’ente di promozione sportiva a cui facciamo capo.
  8. Perché farai parte di un gruppo alla continua ricerca e sperimentazione di tutte le forme di combattimento.
  9. Perché farai parte di un gruppo in continuo aggiornamento, in contatto con istruttori internazionali.
  10. Perché più che un gruppo di “soci” siamo un gruppo di “amici” accumunati dalla passione per le discipline da combattimento, per la natura e del sano spirito di aggregazione.
    Se questo non ti basta, affiliati e lo scoprirai….

Le armi e l’evoluzione

Un’opinione sul dibattito che riguarda l’utilità delle armi

Non è una novità la mia passione per le armi, come spero sia altrettanto chiaro il mio rispetto per la vita in tutte le sue forme. Non mi piacciono la caccia, la corrida o altre forme di crudeltà verso uomini o animali.
Tuttavia penso che “Se uccidi sei un assassino”, sia un’affermazione corretta, ma alcune volte data da un giudizio frettoloso e sbrigativo. Rispettare la vita significa anche rispettare la propria di vita, il diritto alla difesa pertanto deve essere eseguito tutelato senza “se” e senza “ma”
Chi si proclama rispettoso, garantista, liberale e anti pregiudizi, spesso lo è solo a parole. E’ innegabile infatti l’accostamento “appassionato di armi = potenziale (o peggio ancora reale) pazzo assassino sadico”.
Non mi interessa rispondere a queste affermazioni (pregiudizi). Sono convinto che queste opinioni nascano dall’ostilità verso qualcosa che non conoscono (le armi con tutto il mondo di rispetto che ci sta dietro appunto) e l’ignoranza porta alla paura immotivata.
Ciò che invece mi preme esprimere l’infondatezza della negazione sulla necessità delle armi (in altre parole le armi sono indispensabili) ecco perché:
L’uomo è l’unica specie nel regno dei mammiferi che non ha “armi naturali”, i canidi, i felini piccoli o grandi, persino gli insetti di ridottissime dimensioni possiedono sistemi naturali atti alla difesa-offesa che siano zanne, artigli, zoccoli, veleni urticanti o tossine mortali. Tutti gli animali possiedono naturalmente delle “armi”, l’uomo no!
Tuttavia l’uomo nonostante appaia come la specie meno “forte” è sopravvissuto a millenni di evoluzione e continua nella sua escalation.
Giusto o sbagliato, morale o immorale è un dato di fatto che l’uomo è arrivato dove le altre forme di vita sulla terra non arrivano, ma perché?
Fin dal primo momento l’uomo ha dovuto arrangiarsi, applicare ciò che si chiama “problem solving” alla sua deficienza difensiva e lo ha fatto raccogliendosi in gruppi, rendendosi conto della sa vulnerabilità come singolo e trovando delle alternative alla propria carenza di armi naturali usando ciò che la natura gli forniva.
Un bastone poteva essere usato per colpire (come uno zoccolo), una selce scheggiata poteva servire a tagliare (come un artiglio) e cosi via. La sopravvivenza della specie umana si deve alla creazione delle armi, sia come strumenti di difesa che da lavoro (un bastone poteva servire a rompere una noce di cocco cosi come un coltello si prestava a tagliare arbusti per farne corde, ad esempio).
È innegabile perciò che uno dei primi esempi di “problem solving” e di adattamento sia stato fornito proprio dalla necessità di creare delle armi da difesa e attrezzi da lavoro, va da se che lo sviluppo intellettivo lo si deve pertanto anche all’invenzione delle armi.
Con il tempo l’uomo comincia la sua colonizzazione della terra con tutto quello che la storia ci insegna. Sfido chiunque a negare che la sua evoluzione umana non vada di pari passo con l’evoluzione bellica, dalla creazione di archi e balestre arrivando alla polvere da sparo e dei primi archibugi fino alle moderne e temutissime armi di distruzione di massa. Per capire la velocità di evoluzione delle armi basta considerare che, nei quattro anni di conflitto della prima guerra mondiale si è passato dall’armare i soldati con moschetto e coltello da trincea, all’uso di carri armati e bombardamenti aerei…e stiamo parlando di un secolo fa.
Con la creazione di piccoli gruppi, villaggi, regni e nazioni si sviluppa sempre più il concetto di “noi” e “loro”, e per quanto se ne dica sarà un concetto insuperabile. Tratti somatici, cultura o semplice differenza di vedute, fanno scattare nella mente del singolo il primordiale istinto di classificazione.
Causa la creazione del concetto “noi-loro” l’uomo comincia a volgere le armi (più o meno evolute) contro se stesso o meglio. Contro chi ritiene “loro” al fine di sopraffarsi l’un l’altro. Questo è imputabile alla natura umana, non alle armi. Che si muova guerra (aggredisca) con bastoni,spade o con i missili il responsabile è l’uomo non l’arma, tuttavia le remore nell’uccidere un altro essere umano comunque ci saranno sempre (esistono diversi testi sull’argomento) e questo è frutto dell’evoluzione intellettiva, che fa ben sperare un giorno nel superamento del concetto “noi-loro”.
Purtroppo però non si potrà superare il concetto di “noi-loro” o mutare la natura umana in tutti gli individui contemporaneamente, per cui è impossibile eliminare gli atti violenti. Per quanto si cerchi di promuovere e arrivare a condividere la cultura del “volemose bene”, la mela marcia ci sarà sempre.
Appare chiaro che chi ha voglia di sopraffare e possiede un’arma è avvantaggiato rispetto al malcapitato che non ne possiede.
Che se ne dica quindi“LE ARMI SONO INDISPENSABILI PER LA DIFESA DELL’UOMO SIA DA ALTRE SPECIE CHE DA SE STESSO”. Se oggi potete studiare ingegneria, giurisprudenza, filosofia etc. etc. lo dovete solo all’uso delle armi create per la sopravvivenza della specie umana. Senza di esse l’uomo si sarebbe estinto presto e con esso tutte le scienze e le arti che state studiando o avete studiato. Lo sviluppo intellettivo dell’uomo, cosi come la sua sopravvivenza, è stato determinato dall’invenzione delle armi e dalla loro evoluzione.
Credo inoltre anche chi si proclama “antiarmi e pacifista” spesso (non sempre) lo faccia solo per codardia. E’ più facile non reagire e cadere nel vittimismo adducendo scuse del tipo “io sono per la vita, non potrei mai uccidere, le armi uccidono. Ricordiamo però che anche il prezzemolo uccide ma nessuno è contro il prezzemolo.
Una persona che molti conoscono una volta disse:
“La mia non violenza non ammette che si fugga il pericolo, lasciando i propri cari senza protezione. Tra la violenza e la fuga codarda, io non posso che preferire la violenza”
Ed ancora:
“Il messaggio della non-violenza è per quelli che sanno come morire, non per quelli che hanno paura della morte. Se uno non possiede tale coraggio allora voglio che coltivi l’arte di uccidere e di essere uccisi, anzichè trovare una maniera vigliacca per fuggire il pericolo”
Questo pazzo assassino violento è niente meno che il Mahatma Ghandi…
O anche:
“se qualcuno cerca di uccidervi con un’arma, sarebbe ragionevole se voi rispondeste al fuoco. Non alla testa, dove il colpo sarebbe fatale, ma in un’altra parte del corpo come alle gambe”.
Affermazioni fatte da quel violento, assassino e sadico di Tenzin Gyatso…conosciuto a tutti come il Dalai Lama.
Non credo sia necessario aggiungere altro.

Alberto Bertino

Krav Maga Catania – I nuovi corsi di Etna Defense System

Dopo il meritato riposo estivo si ricomincia.
Carichi e massicci cominciate a pulire guantoni, paradenti e caschetti ì, perchè ricominciano i corsi  di Etna defense system – Krav Maga Catania.
Si inizia con venerdì 4 settembre, ore 20:30-22:00 a Randazzo al centro fitness Kinesis in via Caporale Castiglione 9.
I corsi proseguiranno ogni venerdì con l’orario sopra indicato.
Martedì 8 settembre ore 20-30:22:00 Catania alla fight 360 in viale Mario Rapisardi 443.
I corsi proseguiranno martedì e giovedì con l’orario sopra indicato.
Domenica 27 settembre ore 9:00-12:00 Sigonella Etna shooting club SS 106 km 5,5.
I corsi proseguiranno ogni ultima domenica del mese con l’orario sopra indicato.
Per il corso ad Acireale alla O.M.C. in via Turchia 34 daremo informazioni più dettagliate in seguito
Per le novità: apertura corso di Krav Maga targato Etna defense System a Mascalucia (Catania)  presso Nuvole e Sale in via Etnea 306.
Nessuna scusa. Non dite “non lo sapevamo.”

Organizzazione e difesa

Oggi più che mai, con lo scenario che si profila, molti si chiedono se sia giusto tagliare le spese militari per far confluire fondi in altre attività.

Ho sempre pensato che “la conoscenza rende liberi”.  Questo significa che non si dovrebbero mai tagliare risorse  le destinate all’istruzione. Non intendo fare un articolo politico-ideologico, ma esprimere le mie idee su certi punti.

Partiamo delle considerazioni generali (ovvie per molti) per capire come il concetto di prevenzione, dissuasione e neutralizzazione si applichi a tutte le forme di conflitto:

Vivendo in un appartamento in centro, casa singola in periferia o villa in campagna si dovrà provvedere alla fornitura di tutti i beni di prima necessità (leggasi fare la spesa). I tempi e le modalità dipendono dai gusti, disponibilità e possibilità.

Chi avrà un piccolo appezzamento davanti casa magari coltiverà qualche ortaggio, risparmiando energie economiche e potendosi permettere altri investimenti. Ghi non ha questa possibilità acquisterà ciò di cui ha bisogno facendo una scala di priorità etc etc.
Ognuno secondo le modalità più congeniali provvederà al proprio sostentamento, cosi come uno stato dovrebbe dare la possibilità adognuno di soddisfare i bisogni della popolazione (leggasi lavoro) siano essi fisici (cibo, acqua ecc..) che intellettuali (libri, riviste ecc..)

Microeconomia o macroeconomia, si arriva sempre alla necessità di soddisfare dei bisogni…oggi diciamo anche qualche capriccio…ma questa è un’altra storia. Ora tutti i conflitti piccoli o grandi che siano, nascono dalla voglia di possedere un qualcosa che non ci appartiene. Da qui la mia idea che una buona organizzazione di difesa impedirebbe molte situazioni sgradevoli. Così cercherò di mostrare il parallelismo esistente nell’affrontare microconflitti e macroconflitti e come talune scelte possano ripercuotersi negativamente su chi le ha perpetrate.

Prevenzione:

L’uomo in quanto animale territoriale tende a difendere le scorte a lui necessarie ed il “suo” territorio. Qualsiasi cosa dicano i buonisti (e qui mi fermo nella loro definizione) in tutte le abitazioni esistono porte, inferriate e cancelli.  In alcuni i sistemi sono più sofisticati (guarda caso i “buonisti” hanno sempre i sistemi di allarme migliori). Tutti accorgimenti che usa per proteggere quello che gli è necessario.

Questi accorgimenti variano a seconda del posto dove si vive, casa isolata, condominio familiare. E’ indubbio, quindi, che si usino delle strategie difensive che dipendono dal contesto e dalla disponibilità; chi vive in un posto isolato userà delle strategie più complesse come telecamere, sensori di movimento, porte blindate ecc.. rispetto a chi magari vive in un contesto più tranquillo e “guardato”.

L’insieme delle strategie difensive possono essere considerate alla stregua delle forze armate di uno stato, marina, esercito, aereonautica, ma anche polizia.

Ora la mia domanda è: togliereste le porte dalla vostra casa permettendo a chiunque di entrare per risparmiare? Sembra un’affermazione ridicola ma il tagliare fondi alla difesa non equivale a questo? l’Italia è una penisola. Pensate che la flotta di difesa sia adeguata a difendere ¾ del territorio marittimo circostante? È corretto impiegare una forza di difesa, la marina appunto, che dovrebbe essere la più importane ed equipaggiata per effettuare operazioni umanitarie? Non voglio entrare in merito alla correttezza delle operazioni umanitarie ma solo sulla “destinazione” di una forza armata importante per la difesa in operazioni che non dovrebbero competere.

“Ai posteri l’ardua sentenza”

Dissuasione e neutralizzazione

Qualora un individuo entri in casa vostra armato e vi intimi di consegnargli tutti i vostri averi, cosa fareste? Ho sempre sostenuto che “evitare equivale a vincere” per cui con buona pace e pazienza se questo equivale a preservare l’incolumità di tutti, ben venga…

Un atteggiamento assertivo del tipo “prendi quello che voi ma poi vattene”, essere collaborativi ma non mostrarsi impauriti, è sicuramente l’atteggiamento migliore per affrontare queste situazioni.

Ma se dopo la rapina il malfattore di turno, armato e sotto stupefacenti volesse “intrattenersi in compagnia delle persone di sesso femminile della vostra famiglia?”, chi direbbe di “evitare”? Sareste disposti a lasciar perdere e vedere sotto gli occhi vostra moglie, figlia o altro parente subire una violenza e sareste ancora del parere che “bisogna evitare” e che avere o meno un’arma non servirebbe?

Avere e poter usare delle adeguate misure per fronteggiare una reale aggressione dissuade chiunque dal compiere azioni violente nei confronti del prossimo. Sapere che dall’altro lato c’è la possibilità che il tizio risponda al fuoco ha un effetto deterrente non indifferente. Ricordate sempre che l’aggressore sceglie sempre le sue vittime, la possibilità di un’azione di risposta di pari o superiore entità, fa spostare l’attenzione dell’aggressore verso un bersaglio più semplice.

Ora visto i continui tagli come si può pensare di essere in grado di fronteggiare una eventuale aggressione/invasione a “casa nostra”? La storia mostra come un esercito dotato di mezzi e armi di alto potenziale non attaccherà un altro paese se non dopo attente valutazioni (vedasi USA – URSS) perché entrambi sanno i rischi a cui vanno incontro. Analogamente in un paese dove l’aggredito non è tutelato (ovviamente non l’italia) e dove chi per difendersi può usare tutti i mezzi si instaurerebbe una sorta di strategia della tensione che impedirebbe molti atti violenti ed aggressivi.

Sia chiaro non si potranno mai a parer mio eliminate totalmente gli atti violenti e le aggressioni, come non si elimineranno mai le guerre a causa dell’atteggiamento umano. Semmai con alcune “considerazioni” potranno essere diminuite.

Le figure della pecora, lupo e cane da pastore descritte dal colonello Grossman sono sempre attuali e ricorrenti, e purtroppo incancellabili.

Delegittimare ed Indebolire la figura del cane da pastore equivale a rendere il gregge facile preda di famelici lupi, quando la figura del cane da pastore viene meno, le pecore hanno due scelte: subire o reagire difendendosi da sole.