Eventi – Defensive Pistol a Catania con Instructor Zero

 

Si apre l’anno sportivo con un evento di tutto rispetto al quale Etna Defense System è stata rappresentata dal suo vicepresidente Aldo Montalto. Presso il poligono di tiro Etna Shooting Club si è tenuto il corso di “Defensive Pistol tenuto da Instructor Zero (non ha certo bisogno di presentazioni) con la partecipazione di Corinne Mosher.

Le armi non sono colpevoli

Innanzitutto vogliamo sottolineare la vicinanza ai parenti delle vittime del tribunale di Milano, non come espressione “politically correct” bensì come persone che sanno benissimo ciò che significa la perdita improvvisa di un parente, amico e familiare.
Comprendiamo anche il dolore di una madre che si vede privata del proprio figlio in modo cosi violento ed inaspettato.
Non possiamo però condividere talune affermazioni relativamente agli attacchi ai possessori di armi.  Alcune di esse lasciano rabbia e frustrazione a chi le legge, specie se si viene accostati all’immagine collettiva di un pazzo omicida che non merita comprensione o attenuanti.

Vogliamo però fare alcune precisazioni.

Un pazzo entra in un tribunale e spara. La colpa di chi è? Della pistola legalmente detenuta.
Il governo come risponde? Regole più severe per i REGOLARI possessori di armi.
Ovviamente non ha responsabilità chi, nonostante il soggetto fosse pregiudicato, riconosciuto mentalmente instabile e pericoloso, gli rilascia il porto d’armi o chi dovrebbe garantire la sicurezza di un luogo pubblico come un tribunale. La colpa è solo della pistola e del soggetto che ha sparato. Siamo d’accordo che a monte bisogna fare una selezione dei permessi per l’acquisto di un’arma.

Quello che non si capisce è perché dovrebbe accadere, soprattutto se dalla presentazione al rilascio del porto d’armi è passato più di un anno, si sono superati tutti i controlli medici, la persona sia incensurata e in famiglia non ci siano soggetti pericolosi.
Ora o il sistema giudiziario sceglie a caso soggetti su cui mostrare l’efficacia (su di me ad esempio), oppure come ogni cosa in Italia si cerca di colpire l’anello debole per mostrare l’impegno profuso ma lasciando irrisolto il problema.
Visto che le automobili uccidono più delle armi perché non mettere al bando le automobili? E qui tutti a pensare “un’automobile nasce con uno scopo diverso dell’uccisione di un essere vivente, le armi no”.

Vorrei ricordare che “qualunque oggetto usato impropriamente può diventare un’arma”. Il mettere al bando pistole, fucili e carabine non faranno certo diminuire omicidi, stupri e rapine, semmai spingerà i malintenzionati a trovare metodi alternativi.

Alberto Bertino