Eventi – Defensive Pistol a Catania con Instructor Zero

 

Si apre l’anno sportivo con un evento di tutto rispetto al quale Etna Defense System è stata rappresentata dal suo vicepresidente Aldo Montalto. Presso il poligono di tiro Etna Shooting Club si è tenuto il corso di “Defensive Pistol tenuto da Instructor Zero (non ha certo bisogno di presentazioni) con la partecipazione di Corinne Mosher.

Le armi e l’evoluzione

Un’opinione sul dibattito che riguarda l’utilità delle armi

Non è una novità la mia passione per le armi, come spero sia altrettanto chiaro il mio rispetto per la vita in tutte le sue forme. Non mi piacciono la caccia, la corrida o altre forme di crudeltà verso uomini o animali.
Tuttavia penso che “Se uccidi sei un assassino”, sia un’affermazione corretta, ma alcune volte data da un giudizio frettoloso e sbrigativo. Rispettare la vita significa anche rispettare la propria di vita, il diritto alla difesa pertanto deve essere eseguito tutelato senza “se” e senza “ma”
Chi si proclama rispettoso, garantista, liberale e anti pregiudizi, spesso lo è solo a parole. E’ innegabile infatti l’accostamento “appassionato di armi = potenziale (o peggio ancora reale) pazzo assassino sadico”.
Non mi interessa rispondere a queste affermazioni (pregiudizi). Sono convinto che queste opinioni nascano dall’ostilità verso qualcosa che non conoscono (le armi con tutto il mondo di rispetto che ci sta dietro appunto) e l’ignoranza porta alla paura immotivata.
Ciò che invece mi preme esprimere l’infondatezza della negazione sulla necessità delle armi (in altre parole le armi sono indispensabili) ecco perché:
L’uomo è l’unica specie nel regno dei mammiferi che non ha “armi naturali”, i canidi, i felini piccoli o grandi, persino gli insetti di ridottissime dimensioni possiedono sistemi naturali atti alla difesa-offesa che siano zanne, artigli, zoccoli, veleni urticanti o tossine mortali. Tutti gli animali possiedono naturalmente delle “armi”, l’uomo no!
Tuttavia l’uomo nonostante appaia come la specie meno “forte” è sopravvissuto a millenni di evoluzione e continua nella sua escalation.
Giusto o sbagliato, morale o immorale è un dato di fatto che l’uomo è arrivato dove le altre forme di vita sulla terra non arrivano, ma perché?
Fin dal primo momento l’uomo ha dovuto arrangiarsi, applicare ciò che si chiama “problem solving” alla sua deficienza difensiva e lo ha fatto raccogliendosi in gruppi, rendendosi conto della sa vulnerabilità come singolo e trovando delle alternative alla propria carenza di armi naturali usando ciò che la natura gli forniva.
Un bastone poteva essere usato per colpire (come uno zoccolo), una selce scheggiata poteva servire a tagliare (come un artiglio) e cosi via. La sopravvivenza della specie umana si deve alla creazione delle armi, sia come strumenti di difesa che da lavoro (un bastone poteva servire a rompere una noce di cocco cosi come un coltello si prestava a tagliare arbusti per farne corde, ad esempio).
È innegabile perciò che uno dei primi esempi di “problem solving” e di adattamento sia stato fornito proprio dalla necessità di creare delle armi da difesa e attrezzi da lavoro, va da se che lo sviluppo intellettivo lo si deve pertanto anche all’invenzione delle armi.
Con il tempo l’uomo comincia la sua colonizzazione della terra con tutto quello che la storia ci insegna. Sfido chiunque a negare che la sua evoluzione umana non vada di pari passo con l’evoluzione bellica, dalla creazione di archi e balestre arrivando alla polvere da sparo e dei primi archibugi fino alle moderne e temutissime armi di distruzione di massa. Per capire la velocità di evoluzione delle armi basta considerare che, nei quattro anni di conflitto della prima guerra mondiale si è passato dall’armare i soldati con moschetto e coltello da trincea, all’uso di carri armati e bombardamenti aerei…e stiamo parlando di un secolo fa.
Con la creazione di piccoli gruppi, villaggi, regni e nazioni si sviluppa sempre più il concetto di “noi” e “loro”, e per quanto se ne dica sarà un concetto insuperabile. Tratti somatici, cultura o semplice differenza di vedute, fanno scattare nella mente del singolo il primordiale istinto di classificazione.
Causa la creazione del concetto “noi-loro” l’uomo comincia a volgere le armi (più o meno evolute) contro se stesso o meglio. Contro chi ritiene “loro” al fine di sopraffarsi l’un l’altro. Questo è imputabile alla natura umana, non alle armi. Che si muova guerra (aggredisca) con bastoni,spade o con i missili il responsabile è l’uomo non l’arma, tuttavia le remore nell’uccidere un altro essere umano comunque ci saranno sempre (esistono diversi testi sull’argomento) e questo è frutto dell’evoluzione intellettiva, che fa ben sperare un giorno nel superamento del concetto “noi-loro”.
Purtroppo però non si potrà superare il concetto di “noi-loro” o mutare la natura umana in tutti gli individui contemporaneamente, per cui è impossibile eliminare gli atti violenti. Per quanto si cerchi di promuovere e arrivare a condividere la cultura del “volemose bene”, la mela marcia ci sarà sempre.
Appare chiaro che chi ha voglia di sopraffare e possiede un’arma è avvantaggiato rispetto al malcapitato che non ne possiede.
Che se ne dica quindi“LE ARMI SONO INDISPENSABILI PER LA DIFESA DELL’UOMO SIA DA ALTRE SPECIE CHE DA SE STESSO”. Se oggi potete studiare ingegneria, giurisprudenza, filosofia etc. etc. lo dovete solo all’uso delle armi create per la sopravvivenza della specie umana. Senza di esse l’uomo si sarebbe estinto presto e con esso tutte le scienze e le arti che state studiando o avete studiato. Lo sviluppo intellettivo dell’uomo, cosi come la sua sopravvivenza, è stato determinato dall’invenzione delle armi e dalla loro evoluzione.
Credo inoltre anche chi si proclama “antiarmi e pacifista” spesso (non sempre) lo faccia solo per codardia. E’ più facile non reagire e cadere nel vittimismo adducendo scuse del tipo “io sono per la vita, non potrei mai uccidere, le armi uccidono. Ricordiamo però che anche il prezzemolo uccide ma nessuno è contro il prezzemolo.
Una persona che molti conoscono una volta disse:
“La mia non violenza non ammette che si fugga il pericolo, lasciando i propri cari senza protezione. Tra la violenza e la fuga codarda, io non posso che preferire la violenza”
Ed ancora:
“Il messaggio della non-violenza è per quelli che sanno come morire, non per quelli che hanno paura della morte. Se uno non possiede tale coraggio allora voglio che coltivi l’arte di uccidere e di essere uccisi, anzichè trovare una maniera vigliacca per fuggire il pericolo”
Questo pazzo assassino violento è niente meno che il Mahatma Ghandi…
O anche:
“se qualcuno cerca di uccidervi con un’arma, sarebbe ragionevole se voi rispondeste al fuoco. Non alla testa, dove il colpo sarebbe fatale, ma in un’altra parte del corpo come alle gambe”.
Affermazioni fatte da quel violento, assassino e sadico di Tenzin Gyatso…conosciuto a tutti come il Dalai Lama.
Non credo sia necessario aggiungere altro.

Alberto Bertino

Le armi non sono colpevoli

Innanzitutto vogliamo sottolineare la vicinanza ai parenti delle vittime del tribunale di Milano, non come espressione “politically correct” bensì come persone che sanno benissimo ciò che significa la perdita improvvisa di un parente, amico e familiare.
Comprendiamo anche il dolore di una madre che si vede privata del proprio figlio in modo cosi violento ed inaspettato.
Non possiamo però condividere talune affermazioni relativamente agli attacchi ai possessori di armi.  Alcune di esse lasciano rabbia e frustrazione a chi le legge, specie se si viene accostati all’immagine collettiva di un pazzo omicida che non merita comprensione o attenuanti.

Vogliamo però fare alcune precisazioni.

Un pazzo entra in un tribunale e spara. La colpa di chi è? Della pistola legalmente detenuta.
Il governo come risponde? Regole più severe per i REGOLARI possessori di armi.
Ovviamente non ha responsabilità chi, nonostante il soggetto fosse pregiudicato, riconosciuto mentalmente instabile e pericoloso, gli rilascia il porto d’armi o chi dovrebbe garantire la sicurezza di un luogo pubblico come un tribunale. La colpa è solo della pistola e del soggetto che ha sparato. Siamo d’accordo che a monte bisogna fare una selezione dei permessi per l’acquisto di un’arma.

Quello che non si capisce è perché dovrebbe accadere, soprattutto se dalla presentazione al rilascio del porto d’armi è passato più di un anno, si sono superati tutti i controlli medici, la persona sia incensurata e in famiglia non ci siano soggetti pericolosi.
Ora o il sistema giudiziario sceglie a caso soggetti su cui mostrare l’efficacia (su di me ad esempio), oppure come ogni cosa in Italia si cerca di colpire l’anello debole per mostrare l’impegno profuso ma lasciando irrisolto il problema.
Visto che le automobili uccidono più delle armi perché non mettere al bando le automobili? E qui tutti a pensare “un’automobile nasce con uno scopo diverso dell’uccisione di un essere vivente, le armi no”.

Vorrei ricordare che “qualunque oggetto usato impropriamente può diventare un’arma”. Il mettere al bando pistole, fucili e carabine non faranno certo diminuire omicidi, stupri e rapine, semmai spingerà i malintenzionati a trovare metodi alternativi.

Alberto Bertino