Perchè combattere

L’umanità è violenta, inutile negarlo. Lo è sempre stata, lo dice la storia e ce lo dice la cronaca, ogni giorno: guerre, violenze, rapine, stalking, stupri.
D’altronde perché meravigliarsi, la nostra natura, la natura degli animali, del mondo intero e persino dell’universo è violenta: gli animali uccidono per sopravvivenza, la terra uccide con le sue catastrofi, i corpi celesti si scontrano e si distruggono ed esplosioni devastanti avvengono per dar vita a qualcos’altro. Certo l’uomo, data la sua intelligenza, il suo discernimento e la sua consapevolezza potrebbe scegliere di non essere violento. Molti ci riescono, almeno finché qualcosa non turba e scuote le loro menti. Altri a cicli regolari scelgono di essere violenti oltre ogni immaginazione (stadio). Quindi perché negare la natura violenta dell’uomo? Bisognerebbe piuttosto conviverci o meglio saperla gestire. Da qui nascono anche tutti i perché del diritto ad armarsi per potersi difendere e soprattutto il perché di chi vi parla a scegliere di addestrarsi alla difesa personale e al combattimento.
Allenarsi al combattimento, alla difesa personale con il krav maga, nello specifico, ci da quei requisiti di base per non soccombere ad una aggressione o almeno ad essere sereni di aver fatto tutto quello che si poteva umanamente fare “so you may walk in peace” (IMI).
In più da una valvola di sfogo alla violenza repressa in ogni singolo essere umano. Potersi allenare costantemente, in un ambiente sano e sicuro, quale la palestra o altri siti idonei, da la possibilità di: imparare a difendersi, gestire la rabbia, scaricare quella repressa. Da non sottovalutare la forma fisica che ne beneficia alquanto e le amicizie che possono nascere, perché “Non conosci bene una persona finché non ci combatti” (Seraph).
Il sottoscritto ha scelto e sceglie ogni giorno di allenarsi al krav maga e al combattimento in generale (Grappling e altro) perché lo ritiene indispensabile ad una salutare e pacifica vita nella società!

Aldo Montalto