In previsione della festa delle donne

L’articolo che segue è stato scritto da una donna per le donne e pubblicato l’otto marzo 2012 in occasione della famigerata festa.
Nessuno è stato maltrattato durante la stesura dell’articolo, il quale non è stato scritto da una vecchia zitellona acida o da una nerboruta individua di stampo femminista.

La festa della donna. In un paese dove se è vero che il sessismo c’è ed è una realtà, è altrettanto vero che la maggior parte delle esponenti del gentil sesso non si impegna per cambiare le cose. Però ci si deve ricordare della festa delle donne e festeggiare, diamine! Festeggiare cosa non l’ho mai capito.

Schiere di donne che si precipitano a prenotare improbabili serata con tronisti nudi o cene “solo al femminile”, rigorosamente bandite agli uomini, che tutti solleciti comprano rametti di mimose e danno un bacio alla compagna facendole gli auguri.
Si donne, uscite pure a guardare i vostri tronisti nudi, senza ricordarvi che una donna è una donna sempre e non ha bisogno di nessuna giornata particolare a lei dedicata. Si festeggia la donna. E quindi? Che cambia? Dopo l’uscita con le amiche cosa sarà cambiato? Certo, poi magari con aria saputa qualcuna dirà: “si si ma certo,ovviamente ricordiamo le donne bla bla morte in quel terribile incendio che non ricordo quando sia avvenuto”. Per forza non lo ricordi. Non te ne è mai fregato niente  e non bastano due parole sentite chissà dove per darsi l’aria da “quellaimpegnatachefalecoseperchèlesentedentro”.
Peraltro, il terribile incendio non è mai avvenuto. Si ricollega ad un altro tragico fatto (l’incendio della ditta Triangle, nella quale effettivamente perirono tra le fiamme numerose operaie) ma che non ha nulla a che vedere con questa storia farlocca che circola di bocca in bocca. Un incendio che è avvenuto si in una fabbrica ma mai l’otto di marzo.

Riporto da Wikipedia:

“L’incendio di New York è uno degli eventi commemorati dalla Giornata Internazionale della Donna ma non è da questo, come erroneamente riportato da alcune fonti, che trae origine la Giornata della donna. La connotazione fortemente politica della Giornata Internazionale della Donna, l’isolamento politico della Russia e del movimento comunista e, infine, le vicende della Seconda guerra mondiale, contribuirono alla perdita della memoria storica delle reali origini della manifestazione. Così, nel dopoguerra, cominciarono a circolare fantasiose versioni, secondo le quali l’8 marzo avrebbe ricordato la morte di centinaia di operaie nel rogo di una inesistente fabbrica di camicie Cotton o Cottons avvenuto nel 1908 a New York  facendo probabilmente confusione con l’incendio della fabbrica Triangle.”.

Da praticante di krav maga , vedo come sia sempre più triste il panorama femminile. La bestia uomo ha senza dubbio le sue colpe ma, come dico sempre, lui si comporta in un certo modo, ma sono molte le donne che lo permettono.
Viviamo una situazione estremamente delicata e ne sono prova le notizie di cronaca sempre più drammatiche.
Un profondo pessimismo mi spinge a pensare che non sempre esse sono inevitabili e, che se non possiamo educare l’uomo a non farci del male, allora dobbiamo educare noi stesse a reagire. E smettiamo di pretendere le mimose una volta l’anno, imparando a farci rispettare. In questo senso studiare autodifesa mi ha aiutata moltissimo.
Durante le lezioni lavoriamo in coppie sempre diverse, evitando il più possibile che due ragazze lavorino insieme, proprio per abituarsi all’approccio donna contro uomo. All’inizio ero timorosa, avevo paura di farmi male e di non riuscire a reagire alla tensione di un uomo che ti arriva addosso simulando un’aggressione.
Le prime volte le ho prese, ero piena di lividi e profondamente sfiduciata. Poi a poco a poco mi sono sbloccata e ho iniziato a darle, oltre che prenderle. Livido dopo livido ho capito che la mia era una paura solo immotivata. L’avversario può essere anche più alto, più forte, ma io non ho più paura di avere paura.

Silvia Causale